Si dice che quest’anno ci sarà la fine del mondo… In realtà possiamo considerare la fine del mondo, o dell’Italia, tutto il frangente economico che sta vedendo un paese in caduta libera che non fa altro che “tagliare le gambe” ai propri cittadini con tasse su tasse.
Tra i diversi aspetti della crisi economica che sta colpendo i cittadini uno preciso è la disoccupazione che sta diventando sempre più presente proprio perché le aziende non riescono a sostenere i costi di gestione del personale. E allora se imminentemente si finisce per perdere il lavoro come si fa? Di sicuro ricominciare da capo non sempre è semplice e innanzitutto trovare un lavoro nuovo al momento sembra quasi impossibile e se non lo è comunque le condizioni non sono mai delle migliori e dunque non ci resta che rimboccarci le maniche che inventarci un lavoro. Per aiutarci in questo c’è internet, fonte inesauribile di idee e opportunità che per molti è diventata l’origine di guadagno primaria e che se usato bene può realmente essere l’inizio di una nuova vita. In questo 2013 dunque è necessario investire su noi stessi e su quello che ci piace impiegandolo in un lavoro online grazie all’aiuto di esperti di marketing come Italo Cillo.
Italo Cillo è riuscito nell’impresa di cambiare se stesso e il suo lavoro mettendo online le sue passioni e diventando un esperto di marketing capace di insegnare i trucchi del mestiere a chiunque voglia essere libero professionista e guadagnare su internet.
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2013 l’anno della rinascita
Lavorare sul web da oggi si può
In anni di crisi come quelli che sta vivendo l’Italia nel dettaglio, e l’Europa in generale è importante sapersi rialzare dopo una brutta caduta. Ciò che intendiamo dire è che spesso ormai si sente di gente che non riesce a trovare lavoro o che comunque dopo diversi anni perde il proprio, così di punto in bianco.
Trovare un’alternativa al momento sembra un’impresa impossibile e così è necessario trovare la forza è la capacità di rialzarsi reinventando la propria strada.
Sotto questo aspetto internet ci da una mano, in quanto se utilizzato al meglio è un mezzo che ci può aiutare a crearci un nuovo lavoro con un po’ di fantasia e qualche dritta giusta.
Vari sono i casi di persone che con internet sono riuscite ad avere successo e in modo particolare a crearsi una fonte di guadagno stabile ed è proprio ciò che dobbiamo imparare a fare, ovvero come unire le nostre passioni alle potenzialità del web.
Per passioni intendiamo realmente qualsiasi cosa ci piaccia, dal make up, al cinema, dalla musica al collezionismo. Per imparare a sfruttare dunque questi strumenti a disposizione di tutti possiamo tentare la strada più lunga, ovvero quella del fai-da-te oppure seguire i consigli di esperti come Italo Cillo.
Parliamo di persone che sono preparate in marketing online, che loro stesse sono riuscite a cogliere l’obiettivo e che possono dunque darci consigli e strumenti capaci arrivare al nostro di obiettivo.
Dunque seguire questi corsi ci può aiutare ad uscire dalla crisi ritrovando passione e voglia di fare e contemporaneamente guadagnando.
Italo Cillo: la tua chiave per il successo online
Se anche voi siete tra le milioni di persone che stanno cercando un metodo per sfruttare internet come strumento per ottenere successo online allora siete esattamente nel posto giusto perché è qui che conoscerete Italo Cillo, una persona qualsiasi che però potrebbe diventare la chiave per il vostro successo online.
Se vi state chiedendo “chi è Italo Cillo?” allora sappiate che è uno dei grandi esperti italiani per ciò che è inerente i metodi per guadagnare su internet.
Per saperne di più è possibile consultare i suoi due siti vale a dire il blog miglioriamo.it e il sito Cerchiaristretta entrambi utili a migliorare se stessi e contemporaneamente ad imparare a trasformare le proprie passioni in un guadagno reale.
Per essere precisi possiamo vedere che il sito miglioriamo.it è ottimo dal punto di vista personale infatti è mirato sostanzialmente ad insegnare a migliorare la propria qualità di vita con dritte che riguardano diversi aspetti della vita personale e professionale di una persona.
Il blog è aperto a tutti e può essere letto gratuitamente da chiunque. In questo modo possiamo ottenere dei consigli preziosi per migliorare la nostra vita da subito.
L’altro sito, cerchiaristretta.it, è quello incentrato a imparare a convertire le proprie passioni in un business online. Questo sito è riservato appunto ad una “cerchia ristretta” di persone che possono sfruttare l’esperienza che Italo Cillo ha fatto negli anni e che adesso può insegnare a tutti.
Le guide per guadagnare su internet
Tutti sono alla ricerca di una fonte di guadagno innovativa, in particolar modo in periodi di crisi come questo in cui ci si ritrova facilmente senza lavoro. In molti provano a sfruttare la scia del momento vale a dire internet che con siti e blog sta saziando molte persone che sono state in grado di realizzare un vero e proprio business online. Gli ingredienti di base sono sempre gli stessi vale a dire una passione e un blog o un sito sul quale trasferirla. Si perché internet è proprio questo, il mezzo per tramutare le nostre passioni in un lavoro redditizio. Per fare un esempio una persona che adora i videogames può farsi fare un sito di giochi flash, oppure dare vita ad un portale dove recensire le ultime novità del settore e testare i giochi di ultima generazione e le console.
Se alcuni sono riusciti ad avere successo quasi per fortuna, altri invece hanno seguito delle vere e proprie strategie online per guadagnare online.
Non per tutti è così ovvio essere a conoscenza di come utilizzare il potente mezzo quale è internet e proprio per tale ragione c’è chi ha fatto della propria esperienza personale un business attraverso il quale aiutare gli altri a creare un sito redditizio sfruttando le proprie passioni. Nomi come Italo Cillo sono abbastanza noti online proprio perché sono persone che insegnano agli altri ad avere successo online come hanno fatto loro nel tempo. Seguendo l’esperienza e le istruzioni di chi “ci è già passato prima di noi” possiamo indibbiamente raggiungere degli obiettivi soddisfacenti per la nostra vita professionale.
Fattori da valutare per la scelta degli infissi
Quando si deve procedere all’acquisto di nuovi serramenti bisogna considerare una serie di fattori così da fare una scelta giusta. Si perché a determinare la vostra scelta non possono essere soltanto serramenti, ma anche da ulteriori parametri similmente importanti.
Vediamo, quindi, quali sono i fattori da considerare
quando si procede all’acquisto di serramenti.
Innanzitutto bisogna prendere in considerazione l’illuminazione,
cioè accertarsi che tutti gli ambienti della nostra casa possano beneficiare di una eccellente illuminazione. Dunque in fase di progettazione è indispensabile stabilire che gli infissi per la cucina siano ampi e che il vetrocamera degli infissi sia dotato di una camera da 12 o 18 mm. Un ottimo serramento deve inoltre garantire una precisa protezione dei nostri ambienti
da pioggia e vento garantendoci allo stesso modo
un eccellente isolamento termico così da poter contenere i costi relativi al riscaldamento domestico. Quando si sta per acquistare è pertanto indispensabile controllare che tutti gli infissi siano certificati secondo
quanto stabilito dalle norme UNI.
Ritornando al problema dell’isolamento termico bisogna chiarire che
in base alla zona nella quale abitiamo, gli infissi devono avere un determinato coefficienza di trasmittenza termica,
in maniera tale da poter essere impiegati in diverse zone climatiche. Quando si stanno per comprare degli infissi
bisogna pertanto farsi dire dal rivenditore di avere tutte le notizie relative agli accessori montati sugli infissi, assicurandosi quindi che questi siano in grado di assicurare una buona ventilazione, un sufficiente ricambio d’aria e una adatta diluzione tanto degli odori domestici quanto dell’umidità.
Allo stesso modo importante è poi l’isolamento acustico, soprattutto per coloro che vivono in una grande città o comunque in luoghi molto rumorosi e, ovviamente, la capacità degli infissi di garantire la sicurezza della nostra abitazione. Per questo è bene scegliere infissi, ma anche porte esterne e portoncini, di materiale molto forte e difficili da manomettere.
In conclusione anche l’estetica non può essere sottovalutata ; per questo è bene preferire infissi e serramenti che siano capaci di assicurare un alto livello di personalizzazione. In ultimo vi consigliamo di comprare sempre infissi di qualità, 100% made in Italy e forniti di certificazione di prestazione e di marcatura CE a norma di legge.
porte
SCOPRI IL MARCHIO MELTIN POT PER ESSERE SEMPRE AL TOP
Meltin’ Pot è un marchio di vestiario e jeans, sviluppato nel 1994 dal gruppo Romano Spa, a Matino a Lecce. Come impresa a carattere familiare, su iniziativa del suo attuale Amministratore Unico Cosimo Romano. Sulla scia delle mode dello streetwear americano degli anni ’90, Meltin’Pot è un marchio totali, il cui prodotto primario è il jeans, attraversocollezioni sia per uomini che per donne, caratterizzate da una ampia componente stilistica nella ricerca di comodità, materiali e trattamenti. L’impresa si pone progressivamente incontro la fornitura di prodotto totalmente prodotto, sviluppando al proprio interno, oltre alla parte tecnico produttiva, finanche la gestione economica degli approvvigionamenti. Nel 2007 viene lanciata la collezione speciale REDUX, accompagnata da pezzi meravigliosi dal design sartoriale, e destinata a una distribuzione unica.La tattica di comunicazione del marchio adotta un linguaggio di impatto e nuovo, grazie a iniziative sperimentali. Il marchio Meltin’ Pot è ora distribuito worldwide ed èmesso sulla fascia medio-alta del mercato del denim. Nel 2011 l’attività ha inaugurato il primo monomarca Meltin’ Pot in Emilia Romagna, a Riccione, bersaglio di riferimento di Meltin Pot è un consumatore trasversale. Partendo dal 2000 Meltin’Pot inaugura il progetto “Yellow Party”, una produzione di eventi prodotti nel Salento, con l’obiettivo di accrescere il territorio salentino e di diffonderne la visibilità a livello globale. Nel 2012 inaugura KLSH, per promuovere un modello di consumo vicino alla manifattura e alla rintracciabilità del prodotto. Da sempre cofinanziatore dell’ Onlus come Cesvi, Medici Senza Frontiere. Meltin’Pot è sinonimo di alta qualità ed è diventata rinomata per le proprie novità ed è oggi veramente amata dai giovani e meno giovani di tutto il pianeta, per la sua comodità, creatività ed il tuo essere fashion…nel vostro guardaroba un jeans da donna oppure da uomo Meltin’Pot è un capo a cui non si può dire di no. Semplicemente meravigliosi…Meltin’Pot: i jeans al passo con i tempi!
Link Building 2012 linee guida
Per capire in che modo fare link building dopo gli ultimi aggiornamenti degli algoritmi di Google bisogna ipotizzare e studiare l’argomento da ogni possibile angolazione, sopratutto da quella di Google. Dopo centinaia e centinaia di considerazioni ed idee che sembravano valide ma che poi andavano in contrasto con tanti altri aspetti che non avevo considerato, sono giunto alle mie conclusioni su come fare link building nel 2012 e sul perchè Google abbia penalizzato alcuni siti piuttosto che altri. Un altro aspetto interessante riguarda i messaggi di Google su Link non naturali, chiunque abbia fatto richiesta di riconsiderazione non ha mai ricevuto una risposta precisa e dettagliata su quali fossero i link da rimuovere per uscire dalla penalizzazione, Google è sempre stato molto vago e per questo motivo ho avuto bisogno di “leggere tra le righe” e “pesare” ogni singola parola delle notifiche di Google. Di seguito proverò a ricostruire i miei ragionamenti provando a dare un senso generale al mio punto di vista, acquisito dopo molte considerazioni e dopo aver intrapreso svariate strade sbagliate.
Mettiamoci nei panni di Google…
- Chi per anni ha manipolato le SERP sono i SEO Black Hat
… , per quanto si sia sempre detto che “The Content is King”, i SEO Black hat sono sempre riusciti a stravolgere le SERP e mettere in prima pagina siti non meritevoli. Il primo passo di Google è stato il “filtro manuale”, ossia l’esclusione di questi siti dalla TOP 10 grazie all’intervento manuale dei quality rater ma è impensabile che un colosso informatico come Google debba ricorrere a “correzioni manuali”. Per ottenere la soluzione definitiva, credo sia stato fatto uno studio (a mio avviso anche semplice) per individuare la tipologia di sito web e di link utilizzato generalmente dai SEO Black Hat per individuarli velocemente ed evitare che possano manipolare le SERP così facilmente. A riguardo credo che Google abbia agito NON PENALIZZANDO nessuno dei siti web coinvolti in questo giochetto, NE CHI LINKA, NE CHI RICEVE LINK, ora vi spiego perchè la penso così. Google nelle sue comunicazioni parla sempre di azioni “per alterare il pagerank”, generalmente i siti usati dai SEO Black Hat sono pressapoco spazzatura e non hanno pagerank ne autorità quindi basta continuare ad attribuire ai loro link il valore che hanno, ossia ZERO. Secondo me questa è la soluzione ideale e quella che ha adottato Google per evitare anche un secondo problema, QUELLO DELLA NEGATIVE SEO, ossia, se Google penalizzasse questi siti web e quelli linkati da loro, basterebbe puntare migliaia di link ai siti dei competitor e farli cadere come pere marce! Altro aspetto che hanno in comune i link provenienti da attività black hat sono i contenuti duplicati, generalmente chi vuole migliaia di link in fretta, scrive (o spesso copia) un articolo e lo pubblica migliaia di volte su siti low profile, quindi credo che per Google sia veramente un giochetto da ragazzi individuarli e “sterilizzarli” per evitare che qualcuno possa usarli contro la concorrenza. Ora vi direte… “Ma se è così allora chi è stato penalizzato se non quelli che hanno fatto Black Hat??” La risposta è semplice, chi ha fatto black hat è crollato come tutti gli altri (anche se non penalizzato) perchè gli sono stati tagliati via i link, chi invece ha fatto link building di un certo livello è l’unico che poteva “manipolare il pagerank” , come dice Google, ottenendo link innaturali da siti in grado di trasferire PR ma di questo ne parlo ne punto successivo. - Chi ha provato a manipolare il pagerank? Chi è stato penalizzato? I SEO Grey Hat!
Bene se sei un SEO Grey hat avrai sicuramente ricevuto qualche bella notifica di webmaster tools per link non naturali
. Sono praticamente sicuro che l’alert di web spam parta quando i link sospetti provengono da siti con Pagerank.
Il punto fondamentale però è un altro, l’alert parte quando i link provengono da siti con PR ma soltanto quando gli articoli in cui si trova il link sono sospetti, ossia quando SONO DUPLICATI ed HANNO ANCHOR TEXT SECCHE e sempre nello stesso punto dell’articolo (duplicato). La maggior parte dei siti web che hanno avuto penalizzazioni sono quelli che hanno sfruttato i soliti siti web di comunicati stampa ripubblicando e ripubblicando ripetutamente gli stessi articoli con le stesse anchor su tutti i siti web. Ora il punto è questo, dai siti web di comunicati stampa, con PR, è possibile fare negative SEO sui competitor ma è ovviamente più oneroso in termini di lavoro. Per avere un alert da WMT i link devono essere veramente tanti e Google sa bene che solo pochi idioti investono migliaia di euro al mese per rompere le scatole ai competitor rischiando anche che possa non funzionare. - Quale link building funziona ancora oggi e funzionerà sempre?
Questa è la nota dolente, i link che funzionano sono quelli provenienti da domini trusted, ossia domini che google considera affidabili quindi non solo quelli con PR ma quelli che compaiono in un gran numero di risultati di ricerca ed ovviamente quelli che NON DANNO LINK A COSTO ZERO, BISOGNA PAGARE ED ANCHE TANTO. Come fare a capire quindi dove andare a procurarsi i link? E’ un lavoro abbastanza costoso, bisogna acquistare account su sistemi di studio delle parole chiave per valutare la capillarità della presenza nelle serp di un sito web… Io ne ho usati alcuni ma alla fine me lo sono fatto da solo in SEOMax. La cosa da non fare assolutamente ad oggi è valutare un sito web utilizzando SEOMoz. SEOMoz ha il suo MOZRank che viene calcolato con formule NON ALLINEATE agli standard di qualità attuali di Google. Un sito che ha un MOZRank elevato è probabilmente un sito web che ha migliaia e migliaia di link che Google ora considera SPAM. Altro modo per verificare la qualità di un sito web è quello di utilizzare Google Trends for Websites per essere sicuri che il sito abbia un volume di traffico organico decente e che quindi non sia penalizzato.
Definiti gli aspetti di base ora è necessario capire un altro aspetto fondamentale su cui ci ho sbattuto la testa un bel po prima di arrivare alla mia conclusione finale, GOOGLE ASCOLTA SOLO CHI VUOLE…
Con questo voglio dire che in presenza di link in uscita dal sito A al sito B, credo che Google si comporti diversamente a seconda di chi sia il sito A, a tal proposito ecco due ipotesi:
- Il sito A è un sito web dal PR basso (sotto la soglia che Google ipoteteticamente considera VERY TRUSTED)
Il sito linka il sito B con una anchor text secca come “Vacanze a Roma”. Google NON RITENENDO ABBASTANZA AUTOREVOLE il sito web A, ignora l’anchor text ed analizza il contenuto, verifica che sia originale, identifica tutte le key più importanti e trasferisce “link juice” al linkato (con basso valore di trust) al sito B solo e soltanto se ritiene che l’articolo non sia stato fatto apposta per trasferire PR. - Stessa situazione del punto 1 ma l’anchor text è “NOFOLLOW” oppure “Clicca qui” oppure il nome del sito. In tal caso il link sembra naturale e Google trasferisce tutto quello che deve al sito linkato scegliendo lui le ANCHOR… e dico LE ANCHOR, non L’ANCHOR, perchè in ogni articolo ci sono molti termini interessanti….
- Il sito A è MOLTO TRUSTED, google si fida e fa esattamente quello che gli abbiamo detto, finchè il sito A non commetterà errori grossolani e perderà trust.
A questi concetti , teorici e frutto di tanti tentativi e test, allego qualche vignetta che la nostra grafica ha realizzato dai miei scarabocchi su carta in fase di brainstorming ![]()

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Nuovo messaggio di Google su link non naturali
Google qualche giorno fa ha inviato nuovamente numerosissimi messaggi di link non naturali ai proprietari di siti web che utilizzano webmaster tools. Sinceramente anche io mi sono incazzato di brutto rispondendo molto coloritamente al webspam team chiedendogli per cortesia di verificare realmente se i link indicati in webmaster tools siano realmente esistenti in quanto per molti clienti (ottenuti proprio perchè erano stati penalizzati e volevano risollevare il proprio sito web), i link erano stati rimossi personalmente contattando webmaster al telefono! Ho chiesto di non limitarsi a leggere quello che mostra webmaster tools perchè, per quanto possa essere uno strumento eccezionale, per quanto riguarda i link viene aggiornato una volta ogni secolo. Dopo averli mandati a quel paese, ecco che un mio cliente straniero mi indica un articolo di Search Engine Land in cui ritengono che Google stia veramente impazzendo con questi link:
http://searchengineland.com/insanity-google-sends-new-link-warnings-then-says-you-can-ignore-them-128297
In pratica Google, dopo l’ultimo messaggio che ha nuovamente seminato il terrore tra i vari webmaster ed ovviamente tra i tanti clienti dei consulenti seo, ha ritrattato dicendo di non spaventarci perchè questi messaggi non sono come quelli precedenti del 25 Aprile. Matt Cutts dice che i messaggi del 25 Aprile precedevano una penalizzazione mentre questi li definisce di “rifinitura” e mirati ad individuare singole pagine e singoli link, quindi da ritenere un messaggio che NON ARRECHERA’DANNI.
Conclusione? Matt Cutts dice di ignorare completamente questi ultimi messaggi di link non naturali, farebbero parte di un progetto più ampio su cui sta lavorando uno degli ingegneri di Google per individuare e punire solo pagine o link singoli, uno ad uno, come terminator!
Se volete leggere il testo integrale scritto da Matt Cutts su Google+ lo trovate al seguente indirizzo:
https://plus.google.com/109412257237874861202/posts/gik49G9c5LU
Al lupo al lupo,
Paura di comprare link
Dal 25 Aprile 2012, the Penguin Day, si è instaurato un clima di terrore sul web, tutti hanno paura di linkare o essere linkati. Migliaia sono le email che arrivano a proprietari di siti web, SEO che si occupano di link building, o webmasters in cui si chiede di rimuovere questo o quell’altro link perchè sicuramente saranno la causa di tutti i mali di chi è stato linkato. Io sicuramente sono tra i tanti che non ne possono più di essere contattati per togliere link di cui magari non sapevo neanche l’esistenza, ma vi sarà mai capitato di linkare qualcuno perchè vi interessava quello che aveva scritto? Beh ora quel qualcuno, invece di essere lusingato, ti vede come un ipotetico nemico che ti sta puntando un’arma contro.
E’ proprio quello che voleva Google, cambiare l’immagine del backlink agli occhi dei possibili investitori nel settore SEO e Posizionamento. Oggi il link viene visto come un arma molto potente ma leggermente difettosa, è vero che può darti tanta forza per ottenere gli obiettivi che ti eri prefissato, ma potrebbe tranquillamente esploderti tra le mani arrecandoti un danno enorme. Questa visione è frutto della politica del terrore adottata da Google dal fatidico 25 Aprile ma vi assicuro che non è esattamente come si potrebbe immaginare, i link sono sempre utili, non è cambiato praticamente nulla da prima di Penguin, quello che è cambiato E’IL METODO, la sostanza non cambia, i link aiutano a salire sui motori di ricerca ma bisogna fare attenzione a non far troppo rumore altrimenti Google si rende conto di cosa sta accadendo…
Vi spiego cosa è accaduto, secondo me, prima del 25 Aprile 2012:
- Google aveva bisogno di introdurre un nuovo sistema per individuare le attività sospette di link building spinta.
- Google aveva anche bisogno di lanciare i propri strumenti nuovi in uno scenario PULITO in cui tutti i siti si trovassero allo stesso punto di partenza
- Google necessitava anche di “arrivare dove non poteva” tramite i propri software per evitare che qualcuno sfuggisse al controllo
Cosa ha deciso di fare Google al 25 Aprile:
- Azzerare totalmente il valore di link che sono risultati non naturali al 100% (link sitewide, sidebar e footer links)
- Penalizzare drasticamente le parole chiave che sono state linkate sempre con la stessa anchor text in quanto segno evidente di link building
- Penalizzare a 360° i siti web che sono stati identificati come FONTI DI LINK A PAGAMENTO, quindi quelli con raggruppamenti di 5-10 links sitewide
- Far sapere ai proprietari dei siti web che i danni che avrebbero subito sarebbero stati causati dal nuovo aggiornamento di Google, quindi dovevano TEMERLO PER SEMPRE
- Far sapere che da quel momento in poi le cose sarebbero cambiate e che era il caso di “COSTITUIRSI” se si era fatto qualcosa contro le regole di Google
Il risultato dell’operazione del 25 Aprile è stato quindi quello di punire chi aveva sicuramente esagerato, far sapere a tutti che dietro c’era Google, far anche sapere che Google non era più stupido come in passato e che da quel giorno in poi le cose sarebbero state cambiate, politica del terrore e minacce di penalizzazione costanti e reiterate da quel momento in poi.
Cosa sta facendo Google da allora:
- E’ stato lanciato il nuovo algoritmo di controllo ed arrivano ora delle notifiche mirate di link non naturali
- Le penalizzazioni sembrano ora essere meno evidenti, dopo le notifiche di link non naturali non accade quasi nulla
- Google sta lavorando in uno scenario decisamente meno “sporco” di prima e quindi è facile individuare chi esagera
- Sono stati praticamente “sterilizzati” i siti web che hanno troppi link in uscita ed in ogni singola pagina, ad esempio quelli di comunicati stampa che non servono più a nulla
- Google è riuscito ad inculcare nelle menti di tutti che l’anchor text “secca” è pericolosa e quindi sta facendo lavorare il triplo i link builders che credono sia necessario sparare decine di link con anchor varie, lunghe e magari sul brand.
Conclusioni, dal mio punto di vista:
- Ho un sito web, posso linkare un sito che mi piace utilizzando l’anchor text secca nel testo?
Si, puoi fare quello che ti pare e piace, ne hai tutto il diritto e non si viene penalizzati per un link in un articolo. Quello che non puoi fare assolutamente è mettere lo stesso link in tutte le pagine del sito, in qualsiasi posizione, sidebar, footer, o semplice banner. Se proprio vuoi farlo usa il NOFOLLOW. - Voglio posizionare il mio sito per una parola chiave, posso farmi linkare con la keyword secca?
Decisamente si, ma tieni presente che nel mondo reale, su 10 persone che ti danno un link, 3 useranno la key secca ma altri 7 utilizzeranno qualche variazione ragionevole. Il trucco sta nel non linkarsi sempre allo stesso modo. Molti credono che sia il caso di ABOLIRE la key secca ma non è affatto così, sono proprio quei link a continuare a dare la spinta importante, gli altri 7 sono “di copertura” per evitare di farsi beccare da Google. - Posso acquistare link da un sito web?
Ovvio che si, Google non fa controlli interbancari, Google parla spesso di link acquistati per disincentivarne la pratica ed impaurire i meno esperti ma non può mai sapere che Pincopallino ha pagato Paperino per avere un articolo con link dal suo Blog. I link che vengono individuati come “acquistati” sono quelli “vecchio stampo”, nelle sidebar, footer e blogroll in genere. - Posso vendere link?
Idem come nel punto 3. Certo che puoi farlo ma ovviamente scrivendo una recensione, un articolo con contenuti reali e mettendo il link nel testo per rimandare alla pagina che stai recensendo, non c’è nulla di mare, c’è gente che ci vive così.
Concludo utilizzando un termine di cui parla molto Google in questi tempi, i SIGNALS… Google ha molti segnali per individuare attività sospette di link building, è come camminare in una camera con centinaia di campanelli sospesi ad un filo, se li urti Google si sveglia. Quello che bisogna fare è capire quali siano questi SEGNALI che fanno scattare l’allarme di Google.
Di seguito alcuni SIGNAL che avrei utilizzato io se fossi nei panni di Google:
- Percentuale troppo alta di link con Anchor text identica su un totale di link ottenuti in un lasso di tempo specifico
- Percentuale troppo alta di link su un’unica pagina del sito. I link devono essere distribuiti su tutte le pagine del sito. Deep Link Ratio
- Crescita di link troppo veloce rispetto alla media dei tuoi competitor. Se i tuoi competitor hanno 2 nuovi link al giorno e tu ne hai 50, o sei un’authority riconosciuta (siti importanti) o uno spammer
- Link di basso profilo. Social bookmarks su siti quasi sconosciuti (pligg ecc…) sono ormai metodi abusati e possono fare buon filtro su chi fa o non fa cavolate con i link
- Link provenienti da siti web diversi ma con un’alta percentuale di duplicazione del testo. Articoli pubblicati con metodologia SPIN
- Link provenienti da siti web che presentano link diversi in ogni pagina pubblicata. Siti di comunicati stampa
- Link forzati. Ad esempio, un link ad un sito turistico da un sito che parla in tutte le sue pagine di carpenteria. E’anomalo no? Minimo minimo è il sito di tuo fratello
- Link provenienti da pagine in cui vengono linkati svariati argomenti con svariate keyword, è ovvio che si tratti della solita pagina LINK AMICI
- Link da pagine con un gran numero di link in uscita e tutti DOFOLLOW
- Link su banner dofollow ed in tutte le pagine del sito. Per le affiliazioni e per le pubblicità va usato il NOFOLLOW o Javascript per aprire il link lato client.
Ci sono sicuramente altre decine e decine di SIGNALS a mio avviso, mi farebbe piacere se qualcuno postasse qui, nei commenti, le proprie idee per condividerle, magari le aggiungo qui nel posto dopo la mia lista.
Fonte originale : [AUTHORLINK]
Che cos’è il posizionamento di un sito sul Web e quali sono i suoi vantaggi
Con la parola posizionamento si intendono una serie di tecniche, come la scrittura testi ottimizzati, il seo copywriting, la pubblicazione comunicati stampa, clicca qui per informazioni, che hanno proprio come obiettivo quello di fare in modo ad un sito web di posizionarsi ai primi posti nei risultati di ricerca per specifiche parole chiave.
Essere ben visibile è infatti indispensabile per riuscire a condurre al proprio portale un traffico targettizzato che, chiaramente, ha più possibilità di trasformarsi in clienti interessati.
Dunque perché è indispensabile apparire
tra i primi risultati di ricerca?
La prima motivazione è sicuramente da ritrovare nel fatto che ormai le informazioni, ma anche i prodotti vengono cercati e comprati tramite internet; questo implica che il web è ormai un enorme mercato, una grande fonte di business e sarebbe davvero impensabile per un’azienda non essere presenti sul Web, espandendo il proprio mercato anche
alla rete. 
L’inclinazione degli utenti per il web, sia in sede di ricerca di notizie che di acquisto di prodotti e servizi, è da ritrovare chiaramente nel fatto che Internet fa in modo di avere informazioni più esatte, oltre a mettere gli stessi navigatori in contatto tra loro in modo da scambiarsi informazioni.
Esposti i motivi dell’importanza del posizionamento ora si deve capire
in quale maniera organizzare una strategia vittoriosa.
Come specificato l’attività di posizionamento deve essere articolata
razionalmente con gli scopi che si intende perseguire, il che richiede un’attenta analisi del mercato, una scrupolosa analisi della concorrenza, una ricerca precisa di parole chiave, un’ottimizzazione dei contenuti, lo sviluppo di una link popularuty.


